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Il Prezzo del Progresso: una campagna stampa per rompere il silenzio

Con il nostro report advocacy, abbiamo acceso una luce sui diritti umani sacrificati in R.D.Congo in nome del profitto e sulla contesa globale delle materie prime da parte delle superpotenze. Rassegna stampa a cura di Vanessa Cappella.

Un report necessario

Ci sono storie che restano lontane finché qualcuno non decide di raccontarle. La Repubblica Democratica del Congo è spesso una di queste: immensa, strategica, ricchissima di risorse naturali, allo stesso tempo segnata da violenze, sfruttamento e disuguaglianze profonde. Eppure la RDC è molto più vicina a noi di quanto sembri. È dentro gli oggetti che utilizziamo ogni giorno, nelle batterie dei nostri telefoni, nei dispositivi elettronici, nella corsa globale alla transizione energetica.

Con il report Il Prezzo del Progresso, abbiamo acceso una luce su ciò che troppo spesso resta nell’ombra: sfratti forzati di intere comunità nelle aree minerarie, famiglie costrette a lasciare la propria casa, bambini coinvolti nel lavoro estrattivo, diritti umani sacrificati in nome del profitto.

L’evento a Roma

La campagna stampa è partita da Roma, con l’evento L’Oro Blu del Congo, organizzato il 22 gennaio al Circolo Sparwasser. Un momento pubblico di confronto e denuncia, durante il quale abbiamo presentato in anteprima il nostro nuovo report e acceso il dibattito su una domanda urgente: quale prezzo umano si nasconde dietro il nostro progresso tecnologico?

Già nei giorni precedenti, Pressenza aveva annunciato l’appuntamento romano, mentre SBS Australia ne aveva parlato in un’intervista a Fatima B. Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise e curatrice del report. Anche Rai Radio 3 aveva dato spazio al tema con un approfondimento nella trasmissione Zazà. Dopo l’evento, la notizia è stata rilanciata da Il Messaggero.it e Leggo.it, portando il tema a un pubblico ancora più ampio.

Fondamentale la copertura del mondo cattolico e sociale. AgenSIR ha dedicato diversi articoli allo sfruttamento minorile, agli sgomberi forzati e all’urgenza di raccontare questa realtà, Telepace ha dedicato uno spazio del TG per un’intervista sul tema a Giulia Cicoli, mentre Radio Vaticana ha ospitato un approfondimento in una intervista doppia rivolta a Fatima B. Mohamed e a Marina Sapia, giornalista RAI e tra le relatrici dell’evento del 22 gennaio.

Grande rilievo anche su La Repubblica, che ha raccontato l’ondata di sfratti per far posto alle miniere, e su Agenzia Dire, che ha raccontato l’indagine condotta da Still I Rise nell’area di Kolwezi. La stessa Dire ha inserito il tema anche nel proprio Tg Esteri, segnale di una crescente attenzione verso una crisi spesso ignorata.

Usa e Cina: la geopolitica del Cobalto

Tra le prime testate a raccogliere il cuore della denuncia, L’Indipendente ha dato spazio due editoriali firmati Still I Rise e pubblicati sia sul mensile cartaceo che online: a gennaio Congo: il prezzo umano del nostro progresso, ad aprile Quando gli elefanti si scontrano è l’erba che soffre: la guerra globale per il cobalto. Due uscite importanti, capaci di collegare la sofferenza delle comunità congolesi alle responsabilità del sistema economico internazionale.

Nei mesi successivi, infatti, il dibattito si è ampliato dando una cornice ancora più geopolitica al tema, in concomitanza con il lancio integrale del report. Africa Rivista ha riportato l’analisi del rapporto tra transizione energetica, cobalto e minaccia di sfratti per migliaia di famiglie, Radio Popolare ha approfondito alcuni aspetti cruciali del report attraverso una nuova intervista dedicata e AGI ha raccontato in un duplice articolo in italiano e in francese come la R.D. Congo sia oggi uno dei fronti cruciali della competizione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle materie prime strategiche. Una tensione che dialoga con altri scenari internazionali, compreso quello iraniano: cambiano i territori, ma restano centrali risorse, energia e influenza globale.

Anche all’estero il report ha trovato la sua eco. In Indonesia, Warta Eropa e Jakartaraya hanno rilanciato la connessione tra Congo, rivalità geopolitiche e impatti sociali globali.
Infine, un segnale particolarmente significativo è arrivato dalla carta stampata: la rivista Popoli e Missione ha dedicato un approfondimento di quattro pagine in primo piano dal titolo Dalla Schiavitù alla Leadership, portando il tema anche tra i lettori del mensile missionario e confermando quanto questa storia meriti tempo, spazio e attenzione.

Questa rassegna racconta cosa accade quando il giornalismo incontra la verità e spezza il silenzio su scenari apparentemente lontani. Perché ciò che succede in Congo riguarda tutti noi. E sapere è il primo passo per scegliere da che parte stare.

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