Una nuova fase
Dopo sei anni nel Nord-ovest della Siria, il nostro progetto educativo entra in una nuova fase. Il 31 luglio 2026 abbiamo concluso le attività della Scuola di Ad Dana e, entro la fine dell’anno, ci prepariamo a trasferire il nostro intervento a Damasco.
Non lasciamo la Siria. Al contrario, scegliamo di evolvere insieme al Paese, portando il nostro lavoro dove possiamo contribuire più direttamente alla ricostruzione del sistema scolastico nazionale.
Evolvere insieme al Paese
La decisione di trasferire il progetto è maturata durante la visita in Siria di Nicolò Govoni, Giulia Cicoli e Giovanni Volpe nel Dicembre 2024. Quando siamo arrivati nel Paese, nel 2020, la Siria era in una situazione drammatica e il Nord-ovest, roccaforte dei ribelli, rappresentava una delle aree con il bisogno educativo più urgente. In quel contesto abbiamo aperto la nostra Scuola di Emergenza e Riabilitazione per offrire istruzione, protezione e un luogo sicuro a bambine e bambini esclusi dal sistema scolastico.
Oggi il Paese sta attraversando una fase diversa. Il contesto rimane estremamente complesso, ma i bisogni di una società che affronta l’emergenza non sono gli stessi di una società che prova a ricostruirsi. Anche il nostro intervento deve quindi cambiare.
«Un anno e mezzo fa abbiamo scelto di evolverci insieme all’evolversi della situazione in Siria», spiega Nicolò Govoni, CEO e fondatore di Still I Rise. «I bisogni stanno cambiando. Il Paese sta cercando di risollevarsi dopo una guerra molto sanguinosa e vogliamo essere in grado di sostenerne la rinascita, mettendo l’istruzione al centro della ricostruzione».
Dopo 6 anni molto duri dove i nostri studenti hanno dovuto affrontare bombe, terremoti e fame, dalla fine della guerra – avvenuta a dicembre 2024 – la Siria ha finalmente avviato la fase di ricostruzione. E noi vogliamo continuare a esserci anche in questa nuova fase, nella capitale Damasco.

La conclusione del progetto di Ad Dana
Il 31 luglio si sono concluse le operazioni della nostra Scuola ad Ad Dana. Tutti gli studenti e le studentesse hanno portato a termine il proprio programma educativo annuale. La chiusura del progetto non interrompe alcun percorso scolastico: rappresenta il completamento di un ciclo e l’inizio di una nuova fase del nostro lavoro nel Paese.
Anche a Damasco, almeno durante il primo periodo di operatività, il programma manterrà una durata annuale. L’obiettivo resta quello di offrire un’istruzione gratuita e di eccellenza ai bambini e alle bambine più vulnerabili, rispondendo alle necessità concrete del territorio.

Un sistema educativo in trasformazione
Il trasferimento avviene mentre il sistema educativo siriano sta mostrando alcuni primi segnali di ripresa.
Secondo quanto riportato dalla Syrian Arab News Agency, nel maggio 2026 il Ministero dell’Istruzione ha annunciato la riapertura di 2.236 scuole nelle regioni orientali del Paese nell’arco di 100 giorni. La riattivazione degli istituti ha permesso a oltre 500.000 studenti di tornare in classe.
Nello stesso periodo, circa 38.000 insegnanti e membri del personale amministrativo sono rientrati nel sistema scolastico e sono stati riattivati 42 complessi educativi. Gli interventi hanno interessato Raqqa, Deir ez-Zor, Hasakah e alcune aree rurali di Aleppo, attraverso la riabilitazione delle infrastrutture, la formazione degli insegnanti e programmi di recupero contro le perdite di apprendimento.
In diverse zone del Paese, dunque, il sistema pubblico sta progressivamente recuperando la capacità di rispondere ai bisogni educativi. In questa nuova fase, vogliamo concentrare il nostro lavoro nei territori in cui possiamo contribuire maggiormente alla ricostruzione.
Una Scuola e un nuovo lavoro istituzionale
Essere presenti a Damasco ci permetterà non solo di aprire una nuova Scuola, ma anche di rafforzare il dialogo con le istituzioni siriane.
La collaborazione con il Ministero dell’Istruzione è iniziata dopo l’incontro con il Ministro del 1° gennaio 2025 ed è proseguita attraverso interlocuzioni periodiche. La presenza nella Capitale ci consentirà di consolidare questo rapporto e di contribuire più direttamente al confronto sulle politiche e sulle pratiche educative del Paese.
La nostra ambizione è mettere l’esperienza maturata sul campo al servizio di un cambiamento più ampio: non soltanto garantire l’accesso alla Scuola ai bambini più vulnerabili, ma partecipare alla costruzione di un sistema educativo capace di proteggerli, valorizzarli e accompagnarli nel futuro.

La nostra promessa continua
Il luogo cambia, ma la nostra promessa resta la stessa. Continueremo a essere dove il bisogno è più grande, adattando il nostro intervento ai cambiamenti del contesto e lavorando affinché ogni bambino e ogni bambina possa ricevere l’istruzione che merita.
Da Ad Dana a Damasco, la nostra missione in Siria continua.