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Tutti i bambini hanno il diritto di andare a scuola. Non portateglielo via!

LETTERA APERTA INDIRIZZATA A:

  • Primo Ministro della Repubblica Ellenica, Kyriakos Mitsotakis
  • Ministro dell’Educazione e degli Affari Religiosi della Repubblica Ellenica, Niki Kerameus
  • Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
  • Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
  • Commissaria Europea per Innovazione, Ricerca, Cultura, Educazione e Gioventù Mariya Gabriel 
  • Commissario Europeo per la Giustizia e i Consumatori, Didier Reynders

Atene, 09/03/2021 – Le organizzazioni firmatarie esprimono una profonda preoccupazione in merito alla questione dell’accesso all’istruzione dei minori richiedenti asilo e rifugiati in Grecia. In particolare, negli ultimi sei anni non è stato possibile garantire ai minori richiedenti asilo un accesso semplice e tempestivo ai percorsi educativi. Come risultato, la maggior parte di questi ragazzi è stata privata di un diritto fondamentale. La situazione è talmente peggiorata quest’ultimo anno da poter parlare di un ampio processo di “descolarizzazione” in atto.

Nel dettaglio:

Sulle isole i minori richiedenti asilo vivono nei Centri di Ricezione e Identificazione e nei Centri di Permanenza per i Rimpatri, e qui l’accesso alla scuola pubblica è pressoché inesistente (1). Inoltre, le poche iscrizioni hanno subito gravi ritardi e numerose difficoltà. Esiste, inoltre, un ampio divario tra il numero di studenti iscritti e il numero di bambini che effettivamente frequenta la scuola.

La situazione risulta complessa anche per i minori che risiedono nei campi sulla terraferma. I problemi riscontrati includono le restrizioni di movimento imposte contro la diffusione del Covid-19, che sono state interpretate in modo incoerente dalle autorità greche portando a una discriminazione nei confronti di questi minori a cui non è consentito lasciare le strutture di accoglienza. Allo stesso tempo, durante i lockdown, il farraginoso supporto che questi ragazzi ricevono in termini di didattica a distanza ha portato alla loro ulteriore esclusione dal processo educativo, in quanto le strutture che li ospitano mancano della tecnologia necessaria.

Inoltre in diverse località a livello nazionale sono state individuate alcune criticità, tra cui: l’impossibilità di trasportare i bambini a scuola; la carenza di personale e il funzionamento improprio delle classi di accoglienza; un numero insufficiente di posti disponibili nelle scuole e negli asili; problemi causati dal comportamento ingiustificato di alcune amministrazioni scolastiche- ma anche comunità locali- che spesso si oppongono alla presenza dei minori profughi nelle scuole pubbliche. A tutto ciò si aggiunge la preoccupante assenza di interesse da parte delle autorità nel lavorare sull’inclusione di questi ragazzi nel processo educativo.

Diverse delle organizzazioni firmatarie hanno esposto i problemi sopra menzionati ai ministri competenti, attraverso una lettera privata in data 03/02/2021. Come risposta a questa lettera, il 26/02/2021 siamo stati invitati a un incontro online con le autorità di riferimento. Riconosciamo e accogliamo con favore la loro volontà di avviare un dialogo con la società civile in merito alla questione dell’istruzione dei rifugiati. Tuttavia la situazione attuale, con le sue carenze e omissioni critiche, richiede un’azione immediata, affinché non si perda più un solo giorno di scuola.

Sia la legge greca che quella europea (3) prevedono che l’educazione sia gratuita e obbligatoria per i bambini dai 4 ai 15 anni, inclusi i minori richiedenti asilo. Gli articoli 28 e 29 della Convenzione Internazionale per i Diritti dell’infanzia, recepita nel diritto nazionale della Repubblica Ellenica (Legge 2101/1992), prevedono che tutti i bambini, senza eccezione alcuna, abbiano uguali diritti all’istruzione primaria e secondaria.

È fondamentale che questi ragazzi frequentino la scuola, innanzitutto perché è un loro diritto. Inoltre, un’educazione ininterrotta è un elemento fondamentale per combattere contro l’incertezza e lo stress che la pandemia da COVID-19 ha causato su questi ragazzi e sulle loro famiglie. In aggiunta, la maggior parte di questi bambini ha già perso molti anni di scolarizzazione a causa di guerre, insicurezza o altre situazioni nei loro paesi di origine o nei paesi di transito durante il viaggio, spesso pericoloso, verso la Grecia.

L’accesso alla scuola è un fattore decisivo per garantire una routine quotidiana organizzata e un ambiente sicuro in cui imparare e crescere: si tratta di elementi di vitale importanza per la salute mentale e per lo sviluppo della personalità dei bambini (3), ma anche per il buon funzionamento della società nel suo complesso.

Per queste ragioni, chiediamo al governo greco di intraprendere azioni immediate al fine di garantire un’educazione paritaria, sostanziale e di qualità ai bambini di tutte le età e nazionalità, che risiedono sia sulle isole che sulla terraferma. Più specificamente, chiediamo alle autorità greche di garantire che:

  • Le decisioni prese in materia di accesso all’educazione dei bambini siano chiare e realmente implementate, eliminando qualsiasi ostacolo che possa verificarsi e applicando pratiche adeguate affinché le buone intenzioni non rimangano vane; 
  • I ragazzi abbiano accesso alla scuola senza impedimenti in qualsiasi momento della loro permanenza nel Paese, a prescindere dalle condizioni nelle quali si trovino a vivere, o dai loro documenti, o da quelli dei loro genitori o tutori. A questo scopo proponiamo di considerare la possibilità di fornire a questi ragazzi una “carta studente”.
  • Abbandonino l’idea di creare scuole pubbliche all’interno di campi chiusi e controllati, poiché la creazione di “scuole ghetto” è decisamente lontana dall’idea di educazione di qualità e costituisce una violazione della legge (4);
  • Stabiliscano dei meccanismi per monitorare la situazione in merito all’educazione dei rifugiati e affrontino immediatamente qualsiasi problema che si dovesse presentare, con un piano a lungo termine che garantisca uguali opportunità educative a tutti gli alunni e combatta l’abbandono scolastico;
  • Implementino azioni di sensibilizzazione ampie e misurabili, rivolte alle scuole e alle comunità locali, affinché ricordino l’obbligo di includere a scuola i bambini di Paesi terzi, ma anche i vantaggi reciproci che derivano dal coltivare una società multiculturale;
  • Si assicurino che gli amministratori e i presidi delle scuole non solo incoraggino gli alunni rifugiati iscritti a frequentare la scuola, ma anche si informino sui ragazzi residenti nella loro area di competenza, provvedendo alla loro iscrizione e vigilando sulla loro presenza assidua come previsto dalle disposizioni in materia di frequenza obbligatoria, e non ne ostacolino in alcun modo né l’iscrizione, né la frequenza stessa.
  • Chiediamo inoltre ai leader europei di garantire l’implementazione della Legge Europea, in conformità con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e la Convenzione internazionale per i Diritti dell’Infanzia, di cui la Grecia è firmataria, e che nessuna violazione del diritto comunitario sia tollerata, soprattutto se tali violazioni mettono a rischio gruppi di persone, come i minori.
  • L’accesso dei bambini all’istruzione è vitale per il futuro di tutti noi.  

LE ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE:

ACTION FOR EDUCATION, ACTIONAID HELLAS,ARSIS – ASSOCIATION FOR THE SOCIAL SUPPORT OF YOUTH, BABEL DAY CENTER, CARITAS HELLAS, CHANGEMAKERS LAB, CHOOSE LOVE – HELP REFUGEES, DANISH REFUGEE COUNCIL, ECHO100PLUS, ELIX, EQUAL RIGHTS BEYOND BORDERS, EUROPE MUST ACT, GREEK ASSOCIATION OF PEOPLE LIVING WITH HIV “POSITIVE VOICE”, GREEK COUNCIL FOR REFUGEES, GREEK FORUM OF MIGRANTS (GFM),HUMANRIGHTS360, INTERNATIONAL RESCUE COMMITTEE (IRC), INTERSOS HELLAS, IRIDA WOMEN’S CENTER, LEGAL CENTRE LESVOS, LESVOS SOLIDARITY, MELISSA NETWORK, METADRASI ACTION FOR MIGRATION AND DEVELOPMENT, NETWORK FOR CHILDREN’S RIGHTS, ODYSSEA, REFUGEE LEGAL SUPPORT (RLS), REFUGEE RIGHTS EUROPE (RRE), REFUGEE SUPPORT AEGEAN (RSA), REFUGEES INTERNATIONAL, SOLIDARITYNOW, STILL I RISE, TERRE DES HOMMES HELLAS, ZEUXIS

NOTE: 

1. Secondo le informazioni fornite dall’assistente del Garante dei Diritti Del Bambino greco in un meeting del Network for the Rights of Children on the Move, il 13/02/2021, raccolte tramite una ricerca svolta dalla stessa autorità indipendente.

2. Incluso ma non limitato a: Articolo 14 della Carta dei Diritti Umani Fondamentali dell’Unione Europea sul diritto all’educazione, articolo 14 della Direttiva 2013/33/EU e articolo 27 della Direttiva 2011/95/EU. Nella legislatura greca, articoli 28 e 51 della Legge 4636/2019 prevede l’educazione e l’accesso alla scuola di tutti i minori richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale e l’articolo 60 (h) della Legge 4636/2019 prevede l’accesso alla scuola per i minori non accompagnati. Inoltre, gli articoli 21(7) e (8) della Legge 4251/2014 e l’articolo 40 della Legge 2910/20021 prevedono accesso senza ostacoli a scuola per minori di paesi terzi. Sull’eliminazione della discriminazione si può fare riferimento all’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali e all’articolo 14 della Convenzione Europea dei Diritti Umani insieme all’articolo 2 del protocollo 1 della CEDU, mentre nella legislatura greca si fa riferimento all’articolo 3(2)(c) della Legge 4443/2016.

3.  https://ec.europa.eu/echo/what/humanitarian-aid/education-emergencies_en

4.  Legge 2101/1992 e 4251/2014, oltre al caso di A.Lavida e altri V. Grecia 

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