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Sostegno legale a uno studente della Scuola Internazionale di Nairobi

La Scuola Internazionale di Mathare (insediamento informale di Nairobi) costituisce una rara opportunità per i 134 studenti rifugiati e vulnerabili locali attualmente iscritti. Oltre a un’istruzione di qualità, la scuola fornisce anche uno spazio in cui i minori possono esplorare le possibilità che il mondo offre, facendoli sentire protetti dai rischi che li circondano.

Purtroppo, la realtà ha colpito duramente uno dei nostri studenti, che ha perso il padre a causa delle ferite riportate in un incidente stradale. Ernest*, un rifugiato burundese di 35 anni, viveva a Nairobi  con i suoi figli dopo essere fuggito dalla crisi politica nel suo paese.

Alcuni mesi fa, mentre guidava la sua moto per le strade di Nairobi, un altro automobilista ha invaso la sua corsia, spingendo Ernest contro un “matatu”, un tipo di minibus molto comune in Kenya ma di proprietà privata. La collisione gli ha causato una lieve commozione cerebrale, un taglio sulla testa e un forte colpo al petto, e l’uomo non è stato in grado di muoversi fino a quando un amico è andato a prenderlo per portarlo in ospedale.

Da quel momento in poi, Ernest e la sua famiglia non hanno trovato nessuno che prestasse un’attenzione adeguata ai suoi sintomi, che sono peggiorati di ora in ora nel corso di tre giorni. Infatti, la sera dell’incidente Ernest è dovuto andare in quattro ospedali diversi: inizialmente, i medici hanno dato all’uomo semplicemente antidolorifici e antinfiammatori, costringendolo a vagare per diverse strutture mediche quasi implorando assistenza. Solo quando è arrivato al punto di riuscire a malapena a respirare è stato sottoposto a una piccola operazione per alleviare la pressione nei polmoni attraverso un catetere.

Tuttavia, nessun medico è stato apparentemente in grado di leggere la radiografia e diagnosticarla correttamente. La ragione del dolore di Ernest e la causa finale della sua morte è stata una rottura diaframmatica che ha portato all’insufficienza respiratoria a causa della mancanza di trattamento e monitoraggio.

Nonostante la sua evidente sofferenza, Ernest non è mai stato ricoverato in nessuno degli ospedali visitati ed è stato trattato solo nel pronto soccorso insieme ad altri pazienti, senza alcuna privacy o misure igieniche di base. Ovviamente, l’intervento non ha aiutato Ernest a guarire e potrebbe anche averlo esposto a ulteriori rischi.

Il giorno dopo l’intervento, lo staff medico ha rassicurato la famiglia affermando che Ernest sarebbe stato curato e che si sarebbe sentito meglio dopo una notte di riposo. La famiglia ha così lasciato l’ospedale ma la mattina dopo, tornando in visita, ha trovato solo un letto vuoto: la notizia che Ernest era deceduto durante la notte è stata comunicata dal paziente che si trovava nel letto accanto al suo.

Come primo passo, Still I Rise si è coordinata con un avvocato keniota e ha presentato una denuncia formale presso il Kenyan Medical Practitioners Council contro gli ospedali con l’accusa di negligenza medica. Questo è l’unico modo nel sistema keniota per accertare le responsabilità dei medici coinvolti e far ritirare loro la licenza medica, così come quella dell’ospedale.

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