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Da Nairobi a Kigali:
quattro voci,
un palco,
una storia
che continua
a crescere

Per sei settimane, tre studentesse di Still I Rise e la loro insegnante hanno trasformato esperienze, domande e fragilità in teatro, danza e poesia. Poi sono salite su un palco internazionale, all’Ubumuntu Arts Festival di Kigali, con The Rising Fource.

Ci sono domande che appartengono all’infanzia, ma che in alcuni luoghi del mondo diventano domande sul futuro “Riuscirò mai a vedere com’è fatta una Scuola? Mia madre mi dirà mai qualcosa di diverso da “aspetta”? Riuscirò mai a esplorare il mondo come qualsiasi altro bambino?” Annie, studentessa della Scuola Internazionale di Still I Rise a Nairobi, le ha messe in scena durante The Rising Fource, il progetto artistico nato dalla collaborazione tra Still I Rise e Afritheatre Collective nell’ambito dell’Artist Pathways Program 2026.

Insieme ad Annie, c’erano anche Doris e Lucky, sue compagne di Scuola. Con loro, la loro insegnante Dorcas Wanjiru.

Lo spettacolo

Per sei settimane, hanno lavorato insieme attraverso teatro, danza, poesia e movimento. Ma quella residenza artistica non è stata soltanto la preparazione di uno spettacolo. È diventata uno spazio in cui provare a dare un nome a ciò che spesso rimane senza parole: identità, appartenenza, resilienza, speranza.

Sei settimane per trovare una voce. Le prove sono diventate un esercizio di ascolto prima ancora che di performance. Un luogo per sperimentare, sbagliare, ricominciare. Per costruire un linguaggio comune partendo da storie molto diverse.

Doris ha portato con sé una riflessione sulla sofferenza che può nascondersi anche dietro un sorriso. Lucky ha dato voce alla stanchezza di giornate che sembrano ripetersi senza possibilità di cambiamento. Annie ha trasformato in parole le domande di chi si chiede se avrà mai la possibilità di conoscere il mondo oltre i confini delle proprie circostanze.

Sono esperienze diverse, ma attraversate dalla stessa necessità: essere ascoltati. E Dorcas, insieme a loro, ha raccontato la resilienza non come assenza di dolore, ma come capacità di trasformarlo. “Il fuoco non ci ha consumati. Ci ha forgiato in una forza capace di trasformare fondamenta spezzate in rifugio.”

È anche da qui che nasce il nome The Rising Fource: una forza che cresce, che si costruisce insieme e che trova nell’arte uno spazio per trasformare ciò che è stato vissuto in qualcosa di nuovo.

Il lavoro è uscito dalla Scuola ed è arrivato a Kigali, in Rwanda, per l’Ubumuntu Arts Festival 2026, uno degli appuntamenti dedicati alle arti performative e alla narrazione contemporanea del continente africano.

La loro performance ha portato al festival il risultato di settimane di lavoro, ma anche qualcosa di più difficile da misurare: la possibilità per delle bambine vulnerabili di trasformare la propria esperienza in una forma artistica, di condividerla con altri e di essere riconosciute non soltanto per ciò che hanno attraversato, ma per ciò che possono creare.

Da Nairobi a Kigali

Il lavoro è uscito dalla Scuola ed è arrivato a Kigali, in Rwanda, per l’Ubumuntu Arts Festival 2026, uno degli appuntamenti dedicati alle arti performative e alla narrazione contemporanea del continente africano.

La loro performance ha portato al festival il risultato di settimane di lavoro, ma anche qualcosa di più difficile da misurare: la possibilità per delle bambine vulnerabili di trasformare la propria esperienza in una forma artistica, di condividerla con altri e di essere riconosciute non soltanto per ciò che hanno attraversato, ma per ciò che possono creare.

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