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Kolwezi:
il lavoro
sul campo
accanto
alle
comunità

Giulia Cicoli, co-fondatrice di Still I Rise e Fatima Burhan Mohamed, advocacy officer in Still I Rise spiegano il nuovo report "Il prezzo del progresso"

Negli ultimi mesi il nostro team ha trascorso mesi nei quartieri dove vivono i nostri studenti. Siamo entrati nelle case, abbiamo parlato con le famiglie, ascoltato le loro storie e cercato di ricostruire qualcosa che spesso non esisteva più: una traccia formale della loro casa, della loro terra, della loro presenza.

Siamo entrati nelle case, abbiamo parlato con le famiglie, ascoltato le loro storie e cercato di ricostruire qualcosa che spesso non esisteva più: una traccia formale della loro casa, della loro terra, della loro presenza.

Abbiamo incontrato una per una le 72 famiglie dei nostri studenti che vivono dentro concessioni minerarie. Per ogni famiglia abbiamo raccolto tutto ciò che poteva dimostrare la loro storia abitativa: ricevute, contratti informali, dichiarazioni dei capi quartiere, accordi di compravendita.

Quello che abbiamo scoperto è stato molto chiaro:

  • solo 8 famiglie possedevano documenti formali di proprietà
  • la maggior parte delle case si basava su accordi informali o verbali
  • molte famiglie non avevano alcuno strumento legale per difendersi in caso di sfratto

Per questo abbiamo costruito un archivio documentale verificato.

Un lavoro silenzioso ma fondamentale: raccogliere prove, ordinare documenti, ricostruire storie abitative che altrimenti resterebbero invisibili.

Questo ci ha permesso di distinguere tra:

  • 60 famiglie proprietarie
  • 12 famiglie in affitto

e di individuare le situazioni più esposte al rischio di sfratto.

Trasformare i diritti in strumenti concreti

Questo lavoro è stato realizzato insieme a IBGDH – Initiative pour la Bonne Gouvernance et les Droits Humains, organizzazione congolese impegnata nella difesa dei diritti delle comunità colpite da sfratti forzati. Insieme abbiamo cercato di trasformare un problema invisibile in strumenti concreti di protezione. Abbiamo lavorato su due fronti.

Certificati legali di proprietà

A Kolwezi ottenere un certificato di proprietà è un processo lungo, complesso e costoso. Ogni famiglia dovrebbe sostenere una spesa di circa 200 euro, una cifra enorme in un contesto in cui molte persone guadagnano tra 2 e 8 euro al giorno. Per questo abbiamo deciso di intervenire direttamente. Abbiamo investito circa 12.000 euro per permettere a 60 famiglie di ottenere certificati di proprietà riconosciuti dallo Stato. Per molte di queste famiglie è il primo documento ufficiale che riconosce la loro casa. Un foglio che può fare la differenza tra perdere tutto o avere la possibilità di difendersi.

Formazione sui diritti

Parallelamente abbiamo organizzato incontri di formazione sui diritti delle comunità in caso di sfratto. Abbiamo coinvolto leader comunitari, religiosi e territoriali, persone che rappresentano punti di riferimento per interi quartieri. Attraverso di loro siamo riusciti a raggiungere circa 5.000 persone, che oggi conoscono i propri diritti e sanno come reagire.

Difendere la Scuola significa difendere la casa

Quando una famiglia perde la terra su cui vive, spesso si interrompe anche il percorso scolastico dei figli. Per questo il nostro lavoro a Kolwezi non riguarda solo l’educazione. Significa rafforzare la sicurezza e la dignità di un’intera comunità, affinché i bambini possano continuare a studiare e costruire un futuro diverso.

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